QUOTIDIANO
La Sicilia
DISTRETTO GELESE

Febbraio 2026

UNA CHIESUOLA, UN COLOMBARIO E UNA CRIPTA

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UNA CHIESUOLA, UN COLOMBARIO E UNA CRIPTA

 

    E’ da quasi mezzo secolo che si parla e si scrive sul restauro dell’ottocentesca chiesuola di San Nicola da Tolentino (chiusa al culto da quasi vent’anni perché pericolante) con annesso colombario cimiteriale, con lo scopo peraltro di recuperare ed utilizzare parte dello spazio esistente per il potenziamento della contigua biblioteca comunale. E a tal proposito si desidererebbe sapere cosa hanno fatto nel corso degli anni il Comune di Gela, la Soprintendenza di Caltanissetta e l’Assessorato ai BB.CC. regionale per il recupero di queste importanti strutture della seconda metà dell’Ottocento; al di là della sostituzione del tetto negli anni Ottanta, non hanno fatto più nulla. Peraltro essendo anche rifugio dei colombi, il guano prodotto, si è depositato per diversi centimetri su tutte le superfici della chiesuola e del colombario in particolare, a parte il cattivo odore.

    La chiesetta, il colombario cimiteriale e il convento dei Padri Agostiniani (oggi adibito a biblioteca comunale e fino a qualche decennio sede anche di due assessorati) furono realizzati intorno al 1875 e benedetti il 10 ottobre del 1880; artefice della loro realizzazione fu il provinciale agostiniano Padre Giuseppe Tasconi, il quale, a sue spese, comprò due appezzamenti di terreno confinanti con la chiesuola di San Biagio e il Camposanto.

    La chiesuola di S. Nicola da Tolentino, lunga 15 metri e larga 7 metri, provvista di una piccola torre campanaria (smontata diversi decenni fa e fino ad oggi mai ricostruita oltre al fatto che sono sparite le campane a corredo), fu arredata in modo semplice ma con una pregevole cantoria lignea, un organo a canne e una considerevole statua lignea di Nostra Signora Liberi-Inferni del 1894, opera dello scultore palermitano Rosario Bagnasco; inoltre, sotto lo stesso immobile fu scavata una cripta che fu fatta comunicare con l'attiguo colombario e, attraverso esso, con il convento.

    Nella chiesa fino a qualche decennio fa si custodiva un'antichissima e tarlatissima statua color verdastro di San Biagio di cui è stata mozzata la testa prima della sua sottrazione. Purtroppo il totale abbandono che negli anni hanno subito la chiesa e il colombario ha permesso il compimento di una serie di furti da parte di insoliti visitatori con vistosi e irreparabili danni.

  

 

 

 

   Per ora, al di là del restauro, sarebbe opportuno che il Comune provvedesse con urgenza ad autorizzare la traslazione di quelle salme, risalenti ad un periodo compreso tra la fine dell'Ottocento e primi decenni del Novecento, le cui tombe già da qualche lustro risultano profanate in parte, e a conservarne le relative lapidi.

    Fortunatamente, su richiesta pressante dello scrivente ai PP. Cappuccini, diversi lustri fa la suddetta statua del Bagnasco fu trasferita nella Chiesa di Sant’Agostino e quindi sottratta ad un sicuro furto. La chiesuola di San Nicola da Tolentino prima della sua chiusura al culto era accudita dai PP. Cappuccini che regolarmente ogni domenica celebravano una messa mattutina.

 

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