QUOTIDIANO
La Sicilia
DISTRETTO GELESE
Giugno 2026
ARGOMENTI
Cartolina di oggi
L'Ammiraglio Maugeri
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Una cartolina multipla a colori con tre vedute
La cartolina
di oggi, risalente agli anni ’40, con la scritta
“Saluti da Gela” ci propone tre vedutine a
colori con relative didascalie che ritraggono:
il Corso con la chiesa di San Rocco,
ancora con la
torretta dell’orologio pubblico provvista di
piccole campane sulla sua sommità; il Largo “Madrice”
con la chiesa Madre, (Duomo nella didascalia),
parti del Corso, via Giacomo Navarra Bresmes con
a margine quel che sembra un distributore di
carburante e il chiosco ligneo in stile liberty
di tale Paino (poi acquistato nel dopoguerra da
Rosario Picone e ricostruito in muratura); il
ponte ripieno di Via XX Settembre (oggi Via S.
Aldisio) con la sottostante via XXIV Maggio e a
sinistra parte della Villa comunale in cui
s’intravvedono il gazebo già senza copertura,
adibito ai concerti della banda musicale, e il
Convitto Pignatelli con la torretta
dell’orologio pubblico sulla sua sommità.
Sul retro della cartolina con due francobolli,
uno strappato e l’altro di £. 5, si leggono “Ed.
G.B. Randazzo - Gela”, Stab. Delle Nogare e
Armetti - Milano”. RIP. VIET. - R.L. 7-XI-1925 -
N. 1950”. Sulla cartolina indirizzata alla “Dist.ma
Famiglia Stifanese, Via Saccara 90,
Caltanissetta” si legge: “A tutti, tranne a quel
filibustiere di Pippo invio pensieri, saluti e
baci cari. Vostro Nicola. Gela 20-10-947.
STORIE DI SPIONAGGIO
Francesco Maugeri
Amm. e Capo di Stato Maggiore della Marina
Lo sbarco degli Alleati sulle spiagge del Golfo
di Gela il 10 luglio del 1943 così come è
avvenuto, praticamente con poco contrasto da
parte dei nostri soldati ubicati nei bunker e
nelle casematte sulla costa, ha destato da
sempre molte perplessità in tutti quelli
(giornalisti, scrittori e storici) che si sono
occupati della cronaca di quei giorni. Al di là
di qualche sporadico bombardamento di aerei
tedeschi che affondò alcune navi americane, è
ormai cosa assodata che lo sbarco delle truppe
alleate a Gela (e non solo a Gela), sia avvenuto
in modo indisturbato, sempre escludendo il
contrattacco nella pianure di Gela e di Catania;
il contrattacco a Gela del 10 e 11 luglio 1943
come si sa fu opera della “Divisione Livorno”
(in particolare) e dei tedeschi della Divisione
corazzata “Hermann Goering”.
Una delle probabili
spiegazioni fornite da diversi studiosi,
difficile però da provare, di questo mancato
contrasto allo Sbarco Alleato a mare si
riferisce all’azione di alcuni alti ufficiali
della Marina Militare Italiana i quali avrebbero
avuto rapporti di collaborazione con gli
Anglo-Americani. L’aiuto che poi questi ultimi
avrebbero avuto nello sbarco (tutto da
dimostrare) e durante l’occupazione della
Sicilia da diversi personaggi di spicco della
mafia siculo-americana, è un altro discorso.
Uno dei nomi
ricorrenti, artefici del “collaborazionismo”,
sempre tutto da dimostrare, con l’alto comando
delle truppe Alleate, è stato quello del gelese
Francesco Maugeri, Ammiraglio pluridecorato,
capo del Servizio Informazioni e Sicurezza e
Capo di Stato Maggiore della Marina Italiana
nell’immediato dopoguerra. Maugeri fu anche
tacciato, senza mai essere provato, di
“collaborazionismo” con i Tedeschi in relazione
alla liberazione di Mussolini (avvenuta il 12
settembre del 1943 a Campo Imperatore sul Gran
Sasso) da parte del capitano delle SS.
Otto Skorzeny.
Ciò, e lo ripetiamo, non è stato mai provato
anche se Maugeri, il 6 settembre di quell’anno,
ebbe l’incarico di trasferire con una scorta di
80 carabinieri il Duce da Ponza all’isola della
Maddalena,
presso la costa nord-orientale della Sardegna.
In un libro, dal
titolo “Navi
e poltrone” del
1952, l’autore Antonino Trizzino, scrive
addirittura del coinvolgimento di parti dello
Stato Maggiore della Marina Italiana e delle
Forze Armate nel tradimento e nel
collaborazionismo con gli Alleati. Affermazioni
rivelatesi prive di fondamento quando
successivamente si seppe che i messaggi criptati
dei collegamenti radio con le navi italiane
erano regolarmente captati e decifrati dagli
Inglesi.
Oggi, dopo 83 anni,
al di là delle illazioni o delle false verità
sul “collaborazionismo” di Maugeri ma anche di
quello delle Forze Armate, una cosa rimane
certa: l’Italia in quegli anni si trovò
coinvolta, per colpa del fascismo e della
monarchia, in una guerra in cui gli italiani in
tempi diversi si ritrovarono grottescamente a
combattere (e morire) contro gli
Anglo-Americani, contro gli ex alleati Tedeschi
e persino tra di loro durante il regime di Salò.
Ed è stato questo
il vero tradimento perpetrato ai danni del
popolo italiano in quelle fasi storiche di
allora!
Vale la pena adesso
di conoscere le fasi più significative della
vita e della brillante carriera dell’ammiraglio
Francesco Maugeri.
Nato a Gela il 14
ottobre del 1898, dopo aver compiuto gli studi
inferiori, ancora giovane (1911) entrò in
Accademia.
Da Guardiamarina, fu
promosso prima Tenente e poi Capitano di
Vascello. Con tale grado comandò gli
incrociatori “Giovanni
dalle Bande Nere”
e “Bolzano”.
Nel 1941, promosso
Contrammiraglio, fu destinato allo Stato
Maggiore della Marina, dove ricoprì l'incarico
di Capo del Servizio Informazioni e Sicurezza
(SIS). Promosso ammiraglio di divisione
all'inizio del 1945, Francesco Maugeri ricoprì
l'incarico di Comandante MM di La Spezia;
assunse successivamente le funzioni ad interim
di Comandante in Capo del Dipartimento MM
dell'Alto Tirreno, e fu capo di Stato Maggiore
della Marina dal 1° gennaio 1947 al 4 novembre
1948.
Tra gli incarichi
ricoperti nel grado di ammiraglio di squadra, a
partire dal 1947, sono da ricordare quelli di
Comandante in Capo del Dipartimento MM del Basso
Tirreno, di Vice Presidente della Sezione Marina
del Consiglio Superiore delle Forze Armate e di
Consigliere Militare presso la Rappresentanza
Italiana al Consiglio Atlantico. Maugeri fu
infine collocato a riposo nell'aprile 1955.
Fra le decorazioni
dell'ammiraglio Maugeri figurano 4 Medaglie
d'Argento al Valor Militare, 4 Medaglie di
Bronzo al Valor Militare, due Croci al Merito di
Guerra e le insegne di Cavaliere dell'Ordine
Militare d'Italia, Ufficiale dell'Ordine dei SS.
Maurizio e Lazzaro e Grand'ufficiale della
Corona d'Italia. Per i servizi resi alla V
Armata americana, venne anche insignito della “Legion
of Merit”.
L'ammiraglio Francesco Maugeri morì a Torino l'8
settembre del 1978.
Un’ultima considerazione. Gela, nonostante fosse
stata individuata come punto centrale dello
sbarco alleato, non fu mai bombardata né prima e
né dopo lo stesso sbarco. E ciò fa pensare ad
altri personaggi, più o meno conosciuti e di un
certo spicco, che allora si spesero per aiutare
gli Alleati nello sbarco a Gela e in Sicilia,
tipo i cartelli di avviso dei campi minati a
lato del Pontile sbarcatoio e in diverse spiagge
della costa gelese che non furono tolti e
volutamente dimenticati; e non solo, ad esempio
anche la comparsa a Gela, nella nottata stessa
dello sbarco, di cartelli stradali scritti in
lingua inglese… |