BENI CULTURALI DI GELA

La nuova pubblicazione di Nuccio Mulè

Gela dal Risorgimento alla Prima Guerra Mondiale

con la sponsorizzazione di ENI

e la prefazione dell'Ing. Maurizio Mazzei 

 

Una pubblicazione in quadricromia di 304 pagine con più di 300 immagini, frutto di una ricerca trentennale che riporta alla luce avvenimenti epocali sconosciuti e inediti della storia recente di Gela e i nomi dei suoi caduti e dei suoi reduci che hanno combattuto per la Patria nei lontani confini del nord-est d’Italia.

PREFAZIONE

A Gela, una delle città simbolo della storia di Eni in Italia, a partire dalla fine del 2014, è in corso un articolato programma di attività per il rilancio dell’economia e la riqualificazione del territorio.    
Tale programma ha l’obiettivo di superare il modello industriale tradizionale per adottare una soluzione innovativa che integra i principi di sostenibilità ambientale, economica e sociale e creare valore a lungo termine per tutta la comunità gelese.    
Le attività perseguono un obiettivo di sviluppo locale sostenibile, anche attraverso l’avvio e la realizzazione di iniziative, oltre che nel settore prettamente industriale, anche nei settori dell’educazione, della cultura, dello sviluppo sociale e della diversificazione economica.    
Gela oggi è un autentico laboratorio di innovazione, ricerca, esempio virtuoso di convivenza sinergica tra impresa e territorio.    
E’ in questo scenario che si inquadra una collaborazione di Eni per sostenere la pubblicazione del volume “Gela dal Risorgimento alla Prima Guerra Mondiale” del Professore Nuccio Mulè, cultore di storia patria locale.    
Molto sappiamo della storia di Gela nell’antichità, dei suoi fasti millenari come una delle città più importanti della Sicilia greca a cui sono sempre state dedicate ricerche, ricostruzioni storiche e documentazioni.    
Questo libro ha il grande merito di svelare invece un volto nuovo della città, quello che va dal Risorgimento fino alla Prima Guerra Mondiale, attraverso le tante storie individuali che con il loro sacrificio hanno segnato quegli anni. Si scopre come Gela abbia dato un contributo importante di vite umane per realizzare il sogno dell’Unità d’Italia e poi per combattere sui “lontani” confini del nord est italiano nella grande guerra contro le potenze dell’Europa centrale, dimostrando così come anche il profondo sud di un’Italia, da poco nata come nazione, abbia contribuito a quel tragico e grandioso evento.    
Sono le vite di questi uomini, dei quali oggi possiamo intravedere l’identità attraverso poche righe o fotografie a volte sbiadite, o dei quali magari conosciamo solo il nome, che hanno fatto la storia di Gela e dell’Italia, testimoni quasi sempre inconsapevoli di come i grandi eventi della storia passano per i contributi dei sacrifici individuali quando tutti insieme sono finalizzati al raggiungimento di un unico obiettivo.      
Questo in fondo è il senso di ogni impresa umana, in ogni campo di attività, ed in particolare per i tempi in cui viviamo oggi: è l’eredità che questi semisconosciuti eroi hanno lasciato alla nostra generazione per portare a termine la costruzione di una nuova Europa, pacifica e unita.    
Gela, settembre 2018                                                                                                           Maurizio Mazzei

PRESENTAZIONE

La storia millenaria di Gela è compresa in un  arco di tempo abbastanza lungo, circa 7000 anni; parte dal V millennio prima della nascita di Cristo, con popolazioni Sìcane e Sìcule, e, passando per i periodi delle Età del Rame, del Bronzo e del Ferro, arriva alla colonizzazione greca dei rodio-cretesi nel VII secolo; continua con le dominazioni romana, bizantina e araba a cui seguono la normanna prima e dopo quella di Federico II di Svevia, epoca federiciana questa da cui inizia la storia medievale di Gela, anzi di Heraclea-Terranova. Si arriva così all’Età moderna e quindi ai nostri giorni. Il tutto attraversato da avvenimenti, fatti e personaggi di microstoria che fanno di Gela una delle più importanti città del mondo antico e, per certi aspetti, anche di quello moderno. E che assurgono a contribuire alla grande storia dell’Italia.       

Di tali periodi non sempre si ha un quadro storico completo, anzi mancano molti tasselli che lo rendono a volte molto frammentario, soprattutto, curioso a evidenziarsi, quello più recente. Ed è proprio di uno di questi periodi più recenti che ci si vuole occupare, dal Risorgimento d’inizio Ottocento fino alla Prima Guerra Mondiale passando per la nascita del Regno d’Italia, con la presentazione dei risultati di una serie di ricerche in cui lo scrivente ha privilegiato riportare alla luce non solo fatti, avvenimenti e personaggi di rilievo di Gela ma anche nomi, una lunga teoria, che spesso rimangono oscurati e relegati in pubblici archivi all’interno di faldoni, su pagine ingiallite o ammuffite dall’usura del tempo. Nomi di caduti in guerra e di reduci, quindi, che sono elencati affinché la loro memoria si perpetui nella nostra comunità nella più tarda e remota posterità.       

La ricerca e l’elaborazione di dati e notizie sono state effettuate utilizzando soprattutto i carteggi dei faldoni “Milizia” dell’Archivio Storico del Comune di Gela, che ha sede nei locali della Biblioteca Comunale. Oltre ad esso si è avuta anche l’occasione di consultare l’archivio dell’Associazione Combattenti e Reduci di Gela (associazione che recentemente per motivi economici, ma anche per la scomparsa di quasi tutti gli stessi reduci, ha chiuso il sodalizio) che, temporaneamente, per evitare che andasse perduto, è stato conservato dallo scrivente assieme ad un grande quadro con un centinaio di foto di caduti terranovesi della Grande Guerra, una corona d’alloro di bronzo e un’insegna luminosa della stessa associazione.        

Un’inevitabile considerazione è quella che, nonostante l’impegno profuso per questo lavoro, non si potrà avere un elenco esaustivo dei terranovesi che parteciparono alla Prima Guerra Mondiale poiché frammentarie e incomplete sono le fonti disponibili. E peggio ancora per la lista dei terranovesi del Risorgimento, dell’Unità d’Italia e della Guerra di Libia cui, comunque, si sono approntati degli elenchi. Nelle liste dei militi, riportate in appendice, compaiono dei nomi ripetuti che, al di là di qualche refuso, si riferiscono a combattenti che parteciparono sia alla Guerra di Libia che alla Prima Guerra Mondiale. Infine, in merito alle liste dei nomi riportati nelle appendici, non è stato sempre possibile fornire informazioni al di là del solo nome.    

Per quanto riguarda il materiale iconografico a corredo del lavoro effettuato, ci si è avvalsi, oltre a diverse pubblicazioni, di medaglie, di cartoline, di folder postali, di manifesti dell’archivio storico del Comune di Gela, di diversi siti web e del citato quadro, intitolato “EROI CADUTI PER LA PATRIA”, dell’associazione combattenti e reduci, dove vi sono le foto e i nomi di un centinaio di terranovesi caduti nella guerra del 1915/18. Nel contesto documentale e iconografico di questo lavoro si sono anche inseriti contributi del Com. Giuseppe Pace, Presidente della Lega Navale Italiana di Gela, e di Rocco Morello, fotografo e cultore di patrie memorie.    

Nel marzo del 2011, in occasione dei festeggiamenti della ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, una parte di dati e notizie di questo lavoro è stata utilizzata per realizzare una mostra temporanea nel locale museo archeologico cui si farà cenno in seguito.    

La partecipazione di Gela al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia è avvenuta a pieno titolo e con tutti i crismi della consapevolezza storica di una città che ha dato alla Patria un contributo importante di vite umane. Prima, durante il Risorgimento, la città mandò i suoi figli, con lo sprezzo della vita, a combattere lo straniero Borbone, per la rinascita e la libertà della Sicilia oppressa dalla tirannide; dopo, nell’epopea garibaldina e nelle battaglie dell’Esercito Nazionale del Regno d’Italia, i nostri concittadini diedero il loro contributo di sangue per l’Unità d’Italia e per la nascita della Nazione. Sangue dei figli di Gela, inoltre, fu versato nella guerra di Libia e soprattutto sui lontani confini dell’Italia di nord-est nella Grande Guerra contro lo straniero austriaco e le Potenze imperiali.    

Le celebrazioni gelesi dell’Unità d’Italia e del centenario della Prima Guerra Mondiale, cui questa pubblicazione sintetizza le parti più importanti, aspirano a diventare motivo di partecipazione alla Storia d’Italia, uscendo dai limiti di quella locale, e a vantare un posto di rilievo tra quelle città siciliane e italiane che hanno vissuto importanti avvenimenti nel loro svolgere. I nomi dei figli di Gela e gli avvenimenti passati oggi sono tramandati alla posterità affinché le nuove generazioni non dimentichino.    

Il materiale documentale, i francobolli, le cartoline e le foto d’epoca della presente pubblicazione fanno parte della collezione “cartoline e foto d’epoca” dello scrivente che oltre a ciò ha ideato e prodotto, con il contributo grafico di Andrea Tandurella titolare della esolution, le cartoline coeve degli anniversari. 

Nuccio Mulè

 

 

Nel corso della BATTAGLIA DI GELA

dedicata ai soldati italiani che il 10 e l’11 luglio 1943

sacrificarono la loro vita per difendere Gela e la Patria

     Una pubblicazione frutto di una ricerca decennale che riporta in luce le fasi salienti di quelle tragiche giornate vissute durante lo sbarco. La pubblicazione tratta diverse tematiche riferite agli avvenimenti bellici che si susseguirono a Gela tra Alleati e forze Italo-Tedesche iniziando con una relazione cronologica, con diversi aspetti inediti, ritrovata nell’archivio dello Stato Maggiore dell’Esercito a Roma; continua con la trattazione di argomenti che riguardano le forze contrapposte in campo nella battaglia di Gela, i nominativi di civili e militari caduti durante lo sbarco, un elenco di soldati della Battaglia di Gela decorati al valor militare con relative motivazioni, un cospicuo elenco di nominativi di caduti gelesi e non nella Seconda Guerra Mondiale, dentro e fuori i patri confini e un reportage di ben 115 fotografie realizzate in massima parte durante lo sbarco da diversi fotografi di guerra al seguito degli americani. Per arrivare a questo risultati sono stati anche consultati la banca dati per la ricerca dei caduti e dispersi in guerra del Ministero della Difesa e l’archivio digitale dei decorati al valor militare dell’Istituto Nastro Azzurro. La pubblicazione di Nuccio Mulè si prefigge lo scopo di far conoscere oggi avvenimenti di 75 anni fa, in parte sconosciuti, che hanno interessato il nostro territorio e la nostra popolazione in modo tale che, tramandati nella posterità, possano essere sempre presenti nella memoria delle future generazioni non fosse altro per un segno imperituro di gratitudine nei confronti di quanti hanno dato la loro vita per il bene della Patria.

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