FRANCESCO MAUGERI

FRANCESCO MAUGERI, STORIE DI SPIONAGGIO

 

    Lo sbarco degli Americani sulle spiagge del Golfo di Gela il 10 luglio del 1943 ha destato da sempre molte perplessità in tutti quelli (giornalisti, scrittori e storici) che si sono occupati della cronaca di quei giorni. Al di là di qualche scaramuccia, è ormai cosa assodata che lo sbarco delle truppe americane a Gela (e non solo a Gela) sia avvenuto in modo indisturbato. Vogliamo precisare che ci riferiamo solamente allo sbarco poiché tra il 10 e il 12 luglio di quell’anno ci fu un poderoso contrattacco delle forze dell’Asse che per poco non ricacciarono in mare gli Americani.

    Una delle probabili spiegazioni fornite da diversi studiosi, difficile però da provare, di questo mancato contrasto allo sbarco Alleato si riferisce all’azione di alcuni alti ufficiali della Marina Militare Italiana i quali avrebbero avuto rapporti di collaborazione con gli Anglo-Americani. L’aiuto che poi questi ultimi avrebbero avuto nello sbarco e durante l’occupazione della Sicilia da diversi personaggi di spicco della mafia siculo-americana, è un altro discorso.

    Uno dei nomi ricorrenti, artefici del “collaborazionismo” con l’alto comando delle truppe Alleate, è stato quello del gelese Francesco Maugeri, ammiraglio pluridecorato, capo del Servizio Informazioni e Sicurezza e Capo di Stato Maggiore della Marina Italiana nell’immediato dopoguerra. Maugeri fu anche tacciato di “collaborazionismo” con i Tedeschi in relazione alla liberazione di Mussolini (avvenuta il 12 settembre del 1943 a Campo Imperatore sul Gran Sasso) da parte del capitano delle SS. Otto Skorzeny. Ciò non è stato mai provato anche se Maugeri, il 6 settembre di quell’anno, ebbe l’incarico di trasferire con una scorta di 80 carabinieri il Duce da Ponza all’isola della Maddalena, presso la costa nordorientale della Sardegna.

    In un libro, dal titolo “Navi e poltrone” del 1952, l’autore Antonino Trizzino, scrive addirittura del coinvolgimento di parti dello Stato Maggiore della Marina Italiana e delle Forze Armate nel tradimento e nel collaborazionismo con gli Alleati. Affermazioni rivelatesi prive di fondamento quando successivamente si seppe che i messaggi criptati dei collegamenti radio con le navi italiane erano regolarmente captati e decifrati dall’intelligence inglese.

    Oggi, dopo più di 60 anni, al di là delle illazioni o delle false verità sul “collaborazionismo” di Maugeri e delle Forze Armate, una cosa rimane certa: l’Italia si trovò coinvolta, per colpa del fascismo e della monarchia, in una guerra in cui gli italiani in tempi diversi si ritrovarono grottescamente a combattere (e morire) contro gli Anglo-Americani, contro gli ex alleati Tedeschi e persino tra di loro.

    Infine, un’ultima considerazione: come mai le città interessate allo sbarco degli Alleati non furono preventivamente bombardate?

    Ed è stato questo il vero tradimento!

    Vale la pena adesso di conoscere le fasi più significative della vita e della brillante carriera dell’ammiraglio Francesco Maugeri.

    Nato a Gela il 14 ottobre del 1898, dopo aver compiuto gli studi inferiori, ancora giovane (1911) entrò in Accademia.  Da guardiamarina, fu promosso prima Tenente e poi Capitano di Vascello. Con tale grado comandò gli incrociatori Giovanni dalle Bande Nere e Bolzano

    Nel 1941, promosso Contrammiraglio, fu destinato allo Stato Maggiore della Marina, dove ricoprì l'incarico di Capo del Servizio Informazioni e Sicurezza (SIS). Promosso ammiraglio di divisione all'inizio del 1945, Francesco Maugeri ricoprì l'incarico di Comandante MM di La Spezia; assunse successivamente le funzioni ad interim di Comandante in Capo del Dipartimento MM dell'Alto Tirreno, e fu capo di Stato Maggiore della Marina dal 1° gennaio 1947 al 4 novembre 1948.

    Tra gli incarichi ricoperti nel grado di ammiraglio di squadra, dal 1947, sono da ricordare quelli di Comandante in Capo del Dipartimento MM del Basso Tirreno, di Vice Presidente della Sezione Marina del Consiglio Superiore delle Forze Armate e di Consigliere Militare presso la Rappresentanza Italiana al Consiglio Atlantico. Maugeri fu infine collocato a riposo nell'aprile 1955.

    Fra le decorazioni dell'ammiraglio Maugeri figurano 4 Medaglie d'Argento al Valor Militare, 4 Medaglie di Bronzo al Valor Militare, due Croci al Merito di Guerra e le insegne di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia, Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e Grand'Ufficiale della Corona d'Italia. Per i servizi resi alla V Armata americana, venne anche insignito della “Legion of Merit”.

    L'ammiraglio Francesco Maugeri morì a Torino l'8 settembre del 1978.