FRANCESCO RENDA

IL MAESTRO FRANCESCO RENDA

    Non è stato facile delineare una biografia del Maestro Francesco Renda, nonostante il materiale raccolto nella sua casa dalla Sig.a Marisa Giardina e da suo figlio Christian, materiale che si riferisce a carteggi e documenti che consentono di restituire almeno un'immagine di un certo rilievo del nostro maestro, nonostante i 50 anni passati dalla sua morte e durante i quali mai nessuno si è preoccupato di conservarne il ricordo che così piano piano è stato pervaso dall’usura dell’oblio, con la perdita di quei tratti con cui si sarebbe potuto delineare una corposa e meritata biografia del personaggio. Oltre al fatto, purtroppo che in tale periodo, se non vado errato, non c’è stata mai una qualsiasi manifestazione pubblica in cui si è parlato o scritto del maestro, né un cultore di patrie memorie che si riferisse a lui se non in maniera didascalica o in qualche vecchia fotografia. Pertanto, poco e niente si conosce della sua fanciullezza né tantomeno del periodo e dei motivi che portarono la sua famiglia a trasferirsi dal paesino in provincia di Catania, dove Francesco Renda nacque, in questa città di Gela.

    Francesco Renda nacque a Militello Val di Catania il 1° marzo del 1893, sul finire di un secolo di grandi trasformazioni sociali, politiche, culturali ed economiche che partirono dalla caduta di Napoleone Bonaparte, sul finire della Bella Epoque e nel momento in cui prevalse l’imperialismo che poi portò a quella tragedia mondiale della Grande Guerra.  Dai documenti ritrovati nella casa di abitazione del maestro in vico Guarnaccia, si evidenzia una numerosa serie di spartiti musicali compresi quelli composti da Renda come le due suite La levata del sole e Il Mattino, quest’ultima di carattere campestre e pastorale eseguita nel 1956 al Teatro dell’Opera di Roma dall’orchestra dello stesso. Oltre alle sue composizioni bandistiche si ricordano anche alcune composizioni strumentali che attraverso l’interpretazione della letteratura musicale sinfonica e operistica, lo portarono alla realizzazione di due concerti per pianoforte e orchestra.

    Renda fu un musicista compositore e un ottimo insegnante dotato di una sensibilità straordinaria. Partecipò come compositore a diversi concorsi ottenendo ottimi e lusinghieri risultati. In particolare, tra il 1913 e il 1914 a Stradella, comune della provincia di Pavia principale centro di produzione della fisarmonica al mondo, partecipò a un concorso internazionale di musica ottenendo, grazie ad una sua composizione dal titolo Gli Alburi, il Gran Diploma di Onore di Croce d’Oro; l’anno dopo, sempre nel comune di Stradella, ottenne il diploma di compositore nel Grande Concorso Internazionale di Musica per la composizione dal titolo “Rosina”, una polka per pianoforte. Nel 1915 partecipò a un Concorso Musicale della Ditta Tito Bellati di Perugia, nota casa editrice musicale specializzata in pubblicazioni per banda, dove ricevette il Gran Diploma di Medaglia d’Argento per la sua composizione dal titolo “Du Mienne Famille”. Nel 1921 al Liceo Musicale di Bologna, istituto musicale dipendente dal Ministero della Pubblica Istruzione, conseguì la licenza della “Scuola di Composizione e Istrumentazione per Banda”.

    Ritornato a Gela nel 1923, città da sempre ricca di tradizioni musicali, fece parte degli “Insegnanti - Maestrini” componenti l’orchestra della Scuola Normale di musica con la qualifica di Armonia complementare. Tempo dopo nell’Accademia Musicale di Gela diventò insegnante di strumentazione per Banda civica con l’incarico della direzione dei fiati. Fu Direttore del Concerto Musicale gelese e docente del Liceo Musicale. Per i suoi meriti di maestro e compositore durante la sua carriera ricevette diversi importanti riconoscimenti, quali l’onorificenza di Cavaliere di merito dell’Ordine della Concordia nel 1949 e la Croce d’Oro Internazionale dell’ente per l’assistenza ad artisti e scienziati; fu socio anche della prestigiosa Legion d’Oro in quanto appartenente all’elite dell’intelligenza e alla nobiltà del retto spirito improntati al motto “Lealtà e Onore”

    Oramai a Gela era conosciuto nell’ambiente come il maestro Renda, non solo per il suo carattere paziente, calmo e distinto, maestro di educazione oltre che di musica ma anche perché alla sua carriera aveva aggiunto l’impegno per la divulgazione e la conoscenza della musica in special modo a favore dei giovani e delle categorie sociali tradizionalmente più emarginate, emulato allo stesso modo dal maestro prof. Giuseppe Navarra.

    Il Renda, in una lettera datata 6 agosto 1964 rivolta “ai miei bravi e fedeli componenti di questo Civico Corpo Bandistico”, nell’occasione del suo pensionamento, scriveva: “Voi eravate la mia famiglia alla quale dedicavo con amore tutto me stesso. Ero il vostro superiore sempre indulgente e facile a perdonare come un padre affettuosoà

Considerazioni

    Abitando sul Corso, nel cuore del centro storico murato, da bambino e fino all’età adulta, ricordo sempre nitidamente il maestro Renda col suo immancabile bastone, così come se fosse adesso, elegantemente vestito in abito scuro e con cravatta a farfalla, in particolare quando, durante la festa della Patrona, dirigeva di fronte Piazza Umberto I il concerto della banda musicale cittadina i cui componenti, in genere in numero di quaranta, si disponevano sul marciapiede in diverse file su estemporanei palchetti di legno provvisti di leggìo per disporre gli spartiti musicali. Il maestro su un podio davanti a loro dirigeva la banda; ancora mi è rimasta impressa nella mente la sua maestosità, nello stesso tempo agile e vigorosa, e i movimenti della bacchetta saldamente tenuta dalla mano sicura. La banda allora, fin dal 1898 anno della sua costituzione, rappresentava nel nostro paese, l'unica occasione di ascoltar musica e spesso gratuitamente.

    Da adulto risentii la banda musicale e rividi il maestro Renda altre volte, sia in piazza che alla villa comunale dove su un artistico palco musicale in stile liberty, il cosiddetto armonium, era solito dirigere i musicanti, ordinati e composti nella loro divisa, che intonavano quelle sublimi composizioni di Rossini, Verdi, Bellini, Donizetti, Mascagni, Bizet, ecc.

    Ebbi l’occasione di conoscere meglio il maestro Renda, diversi lustri dopo la sua scomparsa, grazie ai racconti che mi faceva il compianto amico prof. Giuseppe Blanco nella seconda metà degli anni Ottanta in occasione della stampa di un opuscolo dell’Archeoclub d’Italia su “La villa comunale e la banda civica”.

    Il maestro Renda aveva l’abitudine di frequentare il circolo di cultura S. Paolo dove spesso intratteneva gli amici su diversi argomenti in particolare quelli di natura musicale dove dimostrava una non comune competenza. Durante la sua attività di direttore, compose anche diverse marce sinfoniche come quella dal titolo “Ripristino bandistico”, eseguita nel 1945 in piazza durante le feste pasquali e in occasione della ricomposizione del complesso bandistico stesso che si era sciolto nello svolgersi negli ultimi anni della seconda guerra mondiale.

    Termino questa breve biografia del maestro Renda riportando le parole del citato prof. Blanco: “Per la sua morte, il dolore a Gela nell’ambiente intellettuale e musicale, fu spontaneo e sentito. Non se n’era andato uno dei tanti, ma uno dei pochi che fanno la storia d’una città. Quando si parlava di musica a Gela (oggi purtroppo non se ne parla più) il primo nome che si pronunciava era quello del maestro Renda insostituibile e insostituto interprete di un’arte nobile, viva ed espressiva. Molti, dopo la sua scomparsa, si chiesero se il vuoto lasciato dall’illustre maestro poteva essere colmato”.

    Francesco Renda sposò Angelina Martorana ed ebbe due figli, Paolina e Giovanni. Il Maestro Renda morì il 6 di luglio del 1965 all’età di 72 anni.